Dr Walter Bishop: “Ogni cervello non è altro che un router elettronico a cui chiunque può connettersi.”La nuova perla di JJ Abrams si chiama
Fringe, un thriller fantascientifico ambientato nella fredda – quanto perfetta per questo serial TV – Boston.
Tutto ha inizio quando un volo internazionale, il volo 627, atterra all'aeroporto di Boston con tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio morti. L'agente dell'FBI Olivia Dunham (interpretata dalla bravissima Anna Torv) deve risolvere il caso e per farlo ha bisogno dell'aiuto del Dr Walter Bishop (John Noble, che abbiamo già visto ne
Il Signore Degli Anelli), internato in un manicomio in quanto ritenuto pazzo a causa delle sue ricerche “ai confini della realtà”. Per tirarlo fuori, Olivia si mette in contatto con Peter Bishop (Joshua Jackson, conosciuto da tutti gli appassionati di telefilm per il suo ruolo in
Dawson's Creek), il figlio di Walter. E' così che il trio al completo riesce a risolvere il caso, quando l'agente Phillip Broyles (Lance Reddick, presente anche in
Lost) li ingaggia per qualcosa di più complesso. Il caso del volo 627, infatti, non è un caso isolato, bensì solo un pezzettino di un puzzle ancora tutto da comporre.
Ed ecco che, piano piano, iniziamo a scoprire qualcosa di più su tutti i personaggi.
Olivia Dunham è il ritratto della donna forte ed indipendente. Da piccola ha sparato al patrigno che picchiava la madre e questo l'ha portata a decidere di intraprendere questa carriera. Diventata agente dell'FBI, è riuscita a crearsi un dossier di tutto rispetto, con un numero incredibile di casi risolti, grazie alla sua intelligenza e perspicacia.
Peter Bishop, figlio di Walter, è un genio dal quoziente intellettivo altissimo, ma a differenza di suo padre non ha finito gli studi e ha usato la sua intelligenza per truffare ed entrare in giri poco raccomandabili.
Il Dr Walter Bishop, invece, potremmo definirlo uno scienziato incompreso, più che pazzo. Incompreso perché, a volte, la scienza considera tutto il sapere come finito, come non ci fosse più nulla da scoprire, rifiutando quindi tutto ciò che non riesce a spiegare etichettandolo come “paranormale” o “fantascientifico”. Spesso gli scienziati si dimenticano che molti avvenimenti sono inspiegabili sulla base delle conoscenze
attuali e che il mestiere dello scienziato consiste, per l'appunto, nell'investigare su ciò che non si sa ancora spiegare. Il confine fra scienza e parascienza cambia con il cambiare delle conoscenze ed è proprio ciò che tenta di fare il Dr Walter Bishop, l'Einstein dei nostri giorni, giocandosi la credibilità e la carriera.
Come lui stesso dirà ad Olivia:
“Ascolti… nel caso andasse male… volevo… volevo dirle prima di procedere che io apprezzo moltissimo ciò che ha fatto. Si perdono molte cose lavorando in posti come questo; io ho perso la credibilità: capisci quanto sia importante quando non ne hai più.”Ed è proprio in questo “confine” che il teletrasporto, la telepatia, la possibilità di parlare con i morti, lo spostamento degli oggetti con il pensiero, lo spostamento della realtà e tutto ciò che da sempre è stato considerato pura fantascienza, è possibile.
Essendo un altro prodotto della mente geniale di JJ Abrams è impossibile non pensare al cult
Lost e non fare qualche paragone.
Più semplice da seguire rispetto a quest'ultimo,
Fringe crea domande a cui risponde a fine episodio, permettendo così anche di saltare qualche puntata, pur mandando avanti una trama principale.
La parentela con
Lost è però evidente in diversi casi: l'aereo misterioso dell'episodio pilota, i numeri ricorrenti, il fumo nero presente nella sigla, gli indizi ben nascosti e qualche altra chicca da non rivelare per non spoilerare nessuno.
“La Repubblica” ha scritto:
"... ci sono anche studi che dicono che la tivù rende più intelligenti ed è una fonte di intrattenimento di qualità, con show come Lost, che abituano il pubblico a un livello di complessità che un telespettatore di trent'anni fa non sarebbe stato in grado di capire”.
E, infatti, la semplicità di
Fringe rispetto a
Lost non è un pregio, ma neanche un difetto, semplicemente priva il pubblico di un'esperienza unica e irripetibile com'è stata quella dei
Losties. Unica ed irripetibile perché l'enorme puzzle da ricostruire - scomposto in maniera eccezionale - la cura maniacale nei dettagli, negli indizi sparsi, nella sceneggiatura, la fotografia cinematografica, i personaggi così vari eppure così simili, i riferimenti storici, filosofici, religiosi, mitologici, sono impossibili da ricreare e, semplificare la trama, rendendola più “decifrabile”, fa risaltare ancora di più la differenza fra i due show, soprattutto agli occhi degli spettatori di
Lost, abituati a dei ritmi molto più incalzanti. Ma si sa che la maggior parte dei telespettatori non ha la pazienza - o la concentrazione giusta - per seguire un prodotto complesso come
Lost, “costringendo” quindi JJ Abrams ad adeguarsi, pur cercando di non rinunciare al suo inconfondibile stile. Ed infatti
Fringe - nonostante non abbia le carte in regola per divenire un cult come
Lost - è pur sempre nato dalla mente geniale di JJ Abrams e ciò non si può ignorare.
Se prima la TV si discostava parecchio dal cinema, si può dire che è stato proprio grazie ad Abrams che la linea sottile che divideva telefilm e film adesso non esiste più. Nel 2004, infatti, la ABC ha investito più di 10 milioni di dollari nell'episodio pilota di
Lost e, nel 2008, 10 milioni di dollari per il pilot di
Fringe. Cifre che un tempo si potevano solo sognare nel mondo dei telefilm e che adesso rendono alcuni prodotti telefilmici di gran lunga migliori di certi film per il cinema.
Sebbene sia partito un po' in sordina,
Fringe inizia a prendere forma e a migliorare sempre di più da metà 1^ stagione in poi. Rinnovato per un'altra stagione di 22 episodi, la 2^ season si preannuncia entusiasmante e ricca di verità da scoprire, verità che forse sono davvero fra noi ed aspettano solo di essere scoperte, portando a chiederci: “E se la fantascienza diventasse realtà? Se la fantascienza fosse già realtà, una realtà a noi tenuta nascosta?”
Non ci resta che allacciare le cinture ed assistere ai casi sui quali Olivia dovrà ancora indagare. Casi inspiegabili e sempre più frequenti, facenti parte di uno “schema”, perché quella che viene definita “fantascienza” potrebbe, invece, essere una realtà pericolosa usata per effettuare esperimenti sul mondo intero.
Olivia: "I've been trained for a lot - hostage crises, terror campaigns, suicide bombers, chemicals attacks, but, you know the things I have seen since I started working for you... If I'm gonna do this job, I need to know what it is I'm dealing with!"